Il Vescovo di Caserta

Stemma Araldico - Duc in Altum
Mons. Pietro Lagnese

Mons. Pietro Lagnese

S.E. Mons. Pietro Lagnese è il nuovo vescovo di Caserta. Lo ha nominato papa Francesco. L’annuncio è stato dato dall’amministratore apostolico, Tommaso Caputo, arcivescovo prelato di Pompei, nella biblioteca del Seminario di Caserta sabato alle 12, in contemporanea con la Sala Stampa vaticana. E poi a Ischia, Chiesa che il presule guida dal sette anni. Per Lagnese, 59 anni, è un ritorno a casa, nel Casertano. È infatti originario di Vitulazio, un paesino che ricade nell’arcidiocesi di Capua.

«Il Papa ha reso breve il tempo della successione – ha spiegato Caputo leggendo la nomina – offrendo in tal modo un esplicito omaggio all’opera del compianto monsignor Giovanni D’Alise, prematuramente scomparso il 4 ottobre scorso» a causa del Covid.

«Il nostro territorio ha tante potenzialità – scrive Lagnese ai casertani nel suo primo messaggio –: la terra, l’arte, ma anche la capacità tutta nostra di accogliere, adattarci e lavorare sodo, ma stenta a decollare. Lavoriamo perciò tutti insieme per il bene delle donne e degli uomini che fanno i conti con tante ferite e contraddizioni». La lettera, in cui ricorda l’impegno di D’Alise, è un messaggio di speranza in cui si rimarca l’attenzione alle criticità sociali. «Penso alla piaga di una povertà che cresce, specie in questo tempo – sottolinea il vescovo eletto –, alla mancanza del lavoro che, pure quando c’è, non è né libero, né partecipativo, né solidale; penso al disagio giovanile e a una diffusa illegalità che sovente sfocia in vere forme di ingiustizia sociale e di violenza; ma penso pure alla piaga dell’inquinamento ambientale e a quella cultura dell’indifferenza che diventa rifiuto dello straniero e del diverso». Quindi fa sapere: «Vengo con la consapevolezza di non essere solo. E chiedo anche a voi, fin da ora, di accogliermi così: sono un povero; non guardate perciò alla mia persona, ma a Colui che io sarò chiamato a rendere presente in mezzo a voi. Sono certo che lo farà innanzitutto la gente semplice, semplice ma ricca di fede: piccoli, nonni, anziani, malati, e tanti altri; quanti nella propria carne portano i segni di una disabilità e, con cristiana sopportazione, fanno l’esperienza della croce».

Lagnese, che ha compiuto gli studi nel Seminario arcivescovile di Napoli “Ascalesi” e nella Pontificia Facoltà teologica dell’Italia meridionale, sezione San Tommaso d’Aquino, dove ha conseguito la licenza in teologia, è prete dal 1° maggio 1986. Parroco per 26 anni, è stato segretario del Sinodo diocesano, padre spirituale in Seminario, responsabile regionale della pastorale della famiglia. È vescovo dal 2013 quando ha iniziato il suo ministero episcopale a Ischia. E all’interno della Conferenza episcopale campana è delegato per il settore giustizia e pace.

Commozione nell’isola che saluta l’amato pastore. «Quando presi il largo per venire qui – dice Lagnese alla diocesi che lascia – dissi al Signore le parole che la Chiesa ci mette sulle labbra ogni sera a Compieta: “Signore, nelle tue mani affido il mio spirito”. E ora, mentre lascio l’isola non senza commozione e dolore, per il tempo ricco di grazia che qui ho vissuto e per le tante persone belle che ho conosciuto e dalle quali ho ricevuto più di quanto io abbia dato loro, posso dire che il Signore l’ha fatto: ha ascoltato la mia preghiera. Anche nei momenti più difficili, Egli si è mostrato a me vicino». Infine un appello all’unità per Ischia, «terra dalla tante risorse, a volte poco valorizzate». «Lavorate non divisi; perché divisi non si va da nessuna parte».

FONTE: Avvenire

Il primo messaggio alla Diocesi

Carissimi, il Signore vi dia Pace! È ancora vivo in tu noi il dolore per l’inaspettata dipartita, a seguito del contagio da coronavirus, di S. E. Mons. Giovanni D’Alise, pastore attento e premuroso della Chiesa di Dio che è in Caserta per più di sei anni. A lui la nostra gratitudine, che si fa preghiera, per la sua luminosa testimonianza di vita crisstiana e per il fecondo ministero di prete e di vescovo. Con lui ricordo nella preghiera anche tutti gli altri vescovi passati alla vita del Cielo che, nella tradizione vivente della Chiesa, si sono succeduti in mezzo a voi e hanno servito la Chiesa casertana. Carissimi, non senza emozione e trepidazione accolgo la decisione del Santo Padre Francesco di inviarmi a voi come vescovo. Lo ringrazio per la fi ducia riposta in me e gli rinnovo ancora una volta l’assicurazione della mia costante preghiera, la mia piena comunione e l’adesione al Suo Magistero. Al Papa confermo pure tutto il mio impegno a portare avanti il progetto di riforma della Chiesa perché diventi sempre più missionaria nelle sue scelte, decisa nell’annuncio del Vangelo, credibile nella testimonianza della carità; Chiesa povera e per i poveri, serva di Dio e mai mondana, mai piegata ai potenti di questo mondo e sempre chiara nel proporre le esigenze del Vangelo; ma, innanzitutto, nello spirito del Concilio, Chiesa del Samaritano e della Misericordia, che non si nasconde dietro muri di carta e d’incenso, ma vuole servire l’uomo, qualunque sia la sua condizione, la sua fede, il suo pensiero, e perciò sa farsi amica. Nella scelta del Papa di mandarmi a voi, prima di ogni cosa riconosco però l’espressione della volontà di Dio su di me e su di voi: volontà di salvezza e di bene e, perciò, via per la mia e la vostra conversione. Pertanto innanzi a Lui, al Padre Buono e Misericordioso, che nel Suo Figlio Amato si è fatto conoscere e mi è venuto incontro, dico il mio grazie e dichiaro nuovamente la mia disponibilità a prendere il largo.Vengo con la consapevolezza di non essere solo [...]

Articolo completo: IL POLIEDRO

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