Dicembre, 2019

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L’AMORE DI DIO CHE CI HA SALVATO E CI HA REDENTO!

Una breve catechesi su come la Chiesa, attraverso le indicazioni del “Direttorio su Pietà popolare e Liturgia. Principi e Orientamenti”, chiede che si celebrino le processioni. Questo è sostegno, ausilio ed indirizzo affinchè il nostro cuore viva appieno la processione della nostra amata e venerata Sant’Anna.

«Nella processione il rapporto tra Liturgia e pietà popolare acquista particolare rilievo. La Chiesa, ispirandosi alla bibbia (cf. Es 14,8-31; 2 Sam 6, 12-19; 1Cor 15, 25-16, 3), ha istituito processioni liturgiche di varia tipologia. «La pietà popolare ha dato largo spazio alle processioni votive: per onorare i Santi patroni vengono portate processionalmente le reliquie o una statua per le vie della città. Sotto il profilo della fede cristiana le “processioni votive dei Santi”, come altri pii esercizi, sono esposte ad alcuni rischi: il prevalere delle devozioni sui sacramenti e delle manifestazioni esterne sulle disposizioni interiori; il ritenere la processione come momento culminante della festa; la degenerazione della processione stessa per cui, da testimonianza di fede, essa diventa mero spettacolo o parata puramente folkloristica» (n. 246).

Perché la processione conservi in ogni caso il suo carattere di manifestazione di fede è necessario che i fedeli siano istruiti sulla sua natura sotto il profilo teologico, liturgico, antropologico.

Dal punto di vista TEOLOGICO:
la processione è un segno della condizione della Chiesa, popolo di Dio in cammino che, con Cristo e dietro a Cristo marcia per le vie della città terrena verso la Gerusalemme celeste (cf. Eb 13, 14); segno della testimonianza di fede che la comunità cristiana rende al suo Signore nelle strutture della società civile; segno del compito missionario della Chiesa, la quale si è messa in marcia per annunciare per le strade del mondo il Vangelo della salvezza (cf. Mt 28, 19-20).

Dal punto di vista LITURGICO:
orientare il percorso come cammino della comunità vivente nel mondo verso la comunità che dimora nei cieli; svolta sotto la presidenza ecclesiastica; partecipando alla Celebrazione Eucaristica che la precede; valorizzando il canto e concludendo la processione con una preghiera a Dio, fonte di ogni santità, e con la benedizione impartita dal Vescovo o dal presbitero.

Dal punto di vista ANTROPOLOGICO:
il significato della processione quale “cammino compiuto insieme”; coinvolti nello stesso clima di preghiera, uniti nel canto, volti all’unica meta, i fedeli si scoprono solidali gli uni con gli altri, determinati a concretizzare nel cammino della vita gli impegni cristiani maturati nel percorso processionale» (n. 247).

A cura del Rettore del Santuario e del Coordinatore della Liturgia
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